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Ama la sua Harley Davidson forse tanto quanto la moglie Margherita (Bidoli). Proprio per questo, Margherita è gelosa della ‘ragazza di Milwaukee’, ovvero la moto, che prende l’appellativo dalla contea dello Stato del Wisconsin, negli Stati Uniti, luogo da cui proviene questa Harley.

E’ curioso. Lui stesso attribuisce il suo successo, negli affari, anche alla sua profonda curiosità verso tutto: le persone, il mondo in generale. Ha la mente fluida, libera, tipica degli imprenditori che sfornano idee tutti i giorni o quasi. Fuma. La sigaretta. Come ormai non si fa più. Sì, quel ‘vecchio’ modo, tutto italiano di fumare che, non si vede quasi più. Con calma. Nel suo ufficio. All’aperto. Dove ne ha voglia. Frequenta Ibiza, ma non penso perché sia un luogo turistico che va di moda. Ma perché gli piace, gli è sempre piaciuta, e dove porta, da una vita – come dice lui – anche i suoi figli (Mariavittoria, 23 anni e Alberto 17 anni). Friulano sì, di San Daniele, dove si fa il prosciutto. Friulano? Si vede: chiuso di carattere, quel tanto che lo rende sobrio e professionale. Lavorare sodo: tipico degli uomini di questa terra. E’ parte della sua vita. Insieme anche al godersela sta vita, in moto. Soprattutto.

‘Mi da un senso di libertà incredibile la moto. Là sopra non sento il telefono. Quindi, posso dimenticare tutto per un po’’. Perché proprio l’Harley? ‘Perché va lenta. Se avessi un’altra moto, la vorrei usare al massimo della velocità. Sarebbe pericoloso’.  Le sue giornate? ‘Mi sveglio, caffè (dalla macchinetta). Leggo i giornali, controllo i social, doccia e via, in ufficio, quando sono a casa. Mi bevo un altro caffè nel mio bar, guardando le colline su cui si posa San Daniele’. Come ti vesti? ‘Giacca blu, jeans, camicia o maglia bianca. Non compro mai nello stesso posto, ma dove trovo e mi piace’. Scarpe? ‘Tricher’s’. www.trickers.com. Classe 1965. Molti degli uomini arrivati ad un certo successo professionale, sostanzialmente in pace con se stessi da questo punto di vista, sono nati fra il 1958 e il 1965. Quali sono le priorità nella tua vita? ‘I miei figli’. Sei felice? ‘Sì’. Alla fine di tutto, conta solo questo. Quanto sei felice nella vita. Quale è la tua filosofia di vita? ‘Ho capito una cosa, viaggiando tanto per il mondo: siamo tutti uguali. Poi, le religioni, la politica, le leggi, hanno fatto sì che le cose, per alcuni popoli andassero meglio e per altri peggio. Partiamo tutti da un contesto rurale: la terra, il lavoro per renderla produttiva, l’amore verso essa. Gli animali. La casa’. Come vedi il tuo futuro? ‘Non amo le giornate sempre uguali. Ogni giorno voglio che sia diverso, unico. E penso ai miei figli’.

Nel suo ufficio campeggia il colore rosa di oggetti e gadget: il rosa delle materie prime, per realizzare un prosciutto tanto buono, da valere sulla platea mondiale, da Tokyo a New York. Ah, guida una Range Rover di colore blu. ‘Da piccolo giocavo con il modellino di una Range Rover, www.landrover.it. Solo una conseguenza di quello che ho raggiunto con molto lavoro e sacrificio’.

Lui è Carlo Dall’Ava, inventore del brand Dok Dall’Ava: nota firma del prosciutto che appartiene alla terra di San Daniele, nel cuore del Friuli centrale, non lontano da mare e montagne. Fondatore delle prosciutterie con marchio omonimo. Console onorario russo a Udine. Del segno dei gemelli.